VIA CHIESA DI CAMPOCROCE, 4 31021 MOGLIANO VENETO TREVISO ITALIA
Doppio concerto live con A Hawk and A Hacskaw e Steffen Basho Jughans

Filanda Motta presenta "Doppio concerto live con A Hawk and A Hacskaw e Steffen Basho Jughans".

27.11.2005
Inizio ore 18.00, nella pausa tra i due concerti sarà offerta a tutti una prelibata pasta e fagioli.
Ingresso 8.00€, 5.00€ tessera associativa

A Hawk and A Hacskaw è il progetto (su Leaf) di Jeremy Barnes (già batterista nella cult band psichedelica Neutral Milk Hotel e poi nei Bablicon e nei Broadcast). "Darkness at Noon", ultimo e recente lavoro di AHAAH, è un formidabile viaggio strumentale nella musica di mezzo mondo: danze mariachi e temi klezmer, struggenti melodie balcaniche frammiste a seducenti arie mediorientali.
Dal vivo AHAAH è un duo: Jeremy suona contemporaneamente accordino, percussioni, drumkit. Heather Trost lo accompagna al violino e al glockenspiel.
Il disco "Darkness at Noon" è stato uno dei dischi dell'anno per THE WIRE, il mensile di musica creativa più importante del globo.
Uno spettacolo tutto da vedere!

Steffen Basho Jughans, virtuoso della chitarra acustica e del fingerpicking, è tra i più accreditati discepoli europei di quella Tokoma school che ha avuto come grandi maestri gli ormai compianti John Fahey e Robbie Basho, senza per questo dimenticare Peter Lang o Leo Kottke. Molti dei suoi dischi, i due volumi di "Fleur De Lis", "Song of Earth", "In Search Of The Eagle's Voice", il magnifico "Rivers And Bridges", sono naturalmente ispirati allo stile fluido e "raga" di Robbie Basho ma nel tempo crescono anche le sue opere più sperimentali come "Inside", "Waters In Azure", "Landscape In Exile" o gli ultimi "7 Books" e "Unknown Music 1 Alien Letter", dove si giocano diverse possibilità dallo "strumming" allo "sliding". A partire da "Inside" la musica diviene un po' più complessa, il suono i fa più scarno, quasi minimale, e si intravede la voglia di evolvere, di sperimentare… una musica in continua evoluzione quella di Steffen Basho, la cui intenzione è quella di scoprire quello che chiamiamo mondo o paesaggio, bellezza o armonia.



Carlo de Roberto Opere 1939/1997

Filanda Motta presenta "Carlo de Roberto Opere 1939/1997".

12/19 novembre 2005
Carlo de Roberto è nato a Vittorio Veneto nel 1915.
Apprende gli elementi del disegno da Erler e della pittura da Coletti. È presente alla III, IV e V Quadriennale di Roma, alla XXIII, XXIV e XXVIII Biennale di Venezia. Ha allestito oltre trenta mostre personali, da quella organizzata dal Sindacato Provinciale Belle Arti di Treviso, con presentazione di Giuseppe Mazzotti nel 1940, a quella della Fondazione Quercini Stampalia, con presentazione di Giuseppe Marchiori nel 1972. Nel 1948 illustra per l'Editore Arnoldo Mondadori il romanzo di Virginia Woolf "La camera di Giacobbe". Nel 1979 l'Editore Corbo e Fiore pubblica "Marca Gioiosa", con sei acqueforti di Carlo de Roberto. L'Editore Canova pubblica nel 1981 una cartella "20 litografie di Carlo de Roberto" e nell'1985 una monografia con nota introduttiva di Guido Perocco. Nello stesso anno esce una cartella "Ritorni di luce" con poesie di Andrea Zanzotto e cinque acqueforti di Carlo de Roberto. Nel 1986, sotto gli auspici della Regione Veneto, lavora a cinque litografie sul tema del fiume Piave, riuniti in una cartella con testi di Carlo della Corte e Paolo Rizzi.



Bikini Atoll in concerto

Filanda Motta presenta "Bikini Atoll in concerto".

23 ottobre 2005
Ché Albrighton, Viva, Joe Gideon e Bastain Juel sono i Bikini Atoll. Band londinese guidata dal leader Joe Gideon (voce e chitarra) che trae ispirazione da gruppi quali Sonic Youth e Velvet Underground. Ha da poco realizzato un cd, Liar's Exit, che va ad aggiungersi all'album d'esordio Moratoria, uscito nel febbraio 2004.
Bikini Atoll è un posto nel Pacifico centrale bombardato dagli USA a seguito di una serie di test sulle bombe a idrogeno tra il 1945-1962 "for the good of Mankind": evento che ha dato ispirazione al nome della band, oltre che al costume due pezzi di un'azienda di lingerie francese e alla casa di Godzilla, il mostro mutante nato dalle radiazioni.



Josephine Foster e Mi and L'au

Filanda Motta presenta "Atmosfere da concerto: Josephine Foster e Mi and L''au".

27 settembre 2005
Josephine Foster è una cantante e musicista folk di Chicago. Esordisce a nome proprio con un album di delicatezza e levità quasi insostenibili. La sua voce è cristallo purissimo, i suoi toni quasi operistici, la finezza del vibrato che la caratterizza letteralmente inaudita. Si accompagna da sola con un'autentica messe di strumenti tra i quali arpa, mandolino, chitarra, campane, kazoo, ukulele, sitar, flauto, e si abbandona a un indescrivibile e autentica estasi dai sapori di mistica profana.
Nel suo folk vivono la miglior freakerie anni '60, echi di stanze medievali e ninnananne per bambini, passetti di tip tap e una certa teatralità quasi da vaudeville.
"Hazel Eyes, I will lead you" non è un disco per tutti, ma quei pochi che sapranno leggere dentro troveranno una delle più autentici voci dell'anima dei nostri tempi.

Mi and L'au. La Finlandia, Parigi, Devendra Banhart.
La purezza del folk e della musica "che sa parlare anche senza suono". Gli immacolati e infiniti sfondi di foreste, laghi e neve che ricoprono le terre del Nord esalano aria calda: il tepore che emana dai quattordici episodi che compongono il cd "Mi and L'au" è veramente raro. Il suono sta sulla punta di una chitarra acustica e di rade aggiunte di suono, le voci dei musicisti si toccano e sovrappongono, lasciando che la purezza del quadro non venga mai meno. È una musica per cuori semplici e stupefatti, un suono che si nutre d'aria e di soffi d'anima anche quando si lascia dolcemente impregnare d'echi di lontane gironde parigine o di vaghi rumorismi, quando accoglie in sé un briciolo d'archi e un'ombra di fiati o azzarda una sorta di arrangiamento.